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Oviedo in equilibrio tra il benessere e la scoperta

Oviedo: in equilibrio tra il benessere e la scoperta
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OVIEDO, in equilibrio tra benessere e la scoperta: esperienze di un viaggio dentro e fuori di sé.

Un aereo. Una fuga. Un luogo lontano. Una conquista personale. Tutto inizio così, tra una valigia troppo piena e qualcosa da lasciar andare… La voglia matta di stupirsi, nuovamente!

Andare a vivere fuori dal tuo nido di origine rafforza la tua personalità, ti fa crescere, ti rende una persona migliore. Ti ritrovi a vivere in un paese dove non conosci la lingua, non hai più le tue abitudini e devi iniziare da sola, in qualche modo, a gestire le tue giornate.

Diventare indipendenti

Riuscire a lasciare il posto sicuro della famiglia non è facile, per alcune persone può risultare semplice mentre per altre può essere estremamente difficile. A livello psicologico, mentalmente, emotivamente e fisicamente significa voler diventare finalmente se stessi. Scegliere chi vogliamo essere e soprattutto chi diventare!

Vinsi la borsa per Oviedo. Ricordo ancora la chiamata concitata a mio padre, quando piena di eccitazione e entusiasmo gli comunicai la lieta notizia e la sua risposta, trapelante di sconcerto e preoccupazione, che mi induceva a non partire. E invece partii e fu la cosa migliore che potessi fare.

Chi torna da un viaggio, non è mai la stessa persona di quando è partito.

Soprattutto dopo un percorso così non puoi tornare uguale.  Dopo nove mesi in un’altra città, in un’altra nazione, con una lingua diversa dalla tua. Abitudini, stili di vita differenti. Colori, profumi, alimenti. Nove mesi così. Una gravidanza in pratica. E lo fu.

Partorii una nuova me.

Più sicura, flessibile, aperta, amante della vita, delle lingue e delle sue sfumature, sicuramente con qualche chilo in più rispetto alla partenza, ma erano chili di felicità, condivisione, fervore, conoscenza quelli che mi portavo addosso. Capii che non esisteva un’unica realtà, ma tante realtà. Tanti modi diversi di vivere. Non migliori o peggiori, semplicemente diversi. E quando comprendi questo e permetti all’altro di avvicinarsi e contagiarti, ti porti dietro una ricchezza infinita.

Oviedo: in equilibrio tra il benessere e la scoperta

Eppure l’indipendenza è qualcosa che si apprende all’interno della propria famiglia, i genitori fungono da mediatori per la crescita dei loro figli, diventano un modello di riferimento essendo semplicemente loro stessi: persone con diversi ruoli come l’essere madre/ padre, donna/uomo, amica/amico, etc. I figli dovrebbero semplicemente avere la facoltà di scegliere chi essere senza avere una limitazione nelle loro singolari caratteristiche che si costruiscono durante il percorso della vita.

Quando non sei costretto a fare quello che gli altri ti impongono puoi essere libero di rincorrere i tuoi interessi, le tue curiosità e passioni.

Oviedo è stata un’isola felice, l’ultimo viaggio prima di diventare adulti. Ricordo con nostalgia la spensieratezza di quel periodo e l’incoscienza, che col tempo generalmente uno pone nell’armadio. La temerarietà dei vent’anni. Il partire, sola, non conoscendo la lingua, lasciando tutto il confortevole dietro. Talvolta, soprattutto nel primo periodo, mi sono chiesta tante volte il perché mi fossi letteralmente lanciata in questa esperienza. I dubbi mi assalivano soprattutto la sera, quando, esausta della giornata, mi ritrovavo nel mio letto, rimpiangendo la mia lingua, i miei amici e una vita, in confronto, facile.

Ma i dubbi e lo sconforto hanno nel tempo lasciato spazio alla gioia e all’orgoglio di aver avuto il coraggio di partire. Oviedo è stata sicuramente una sfida, con me stessa e con i miei limiti. Mi ha dato una nuova forza e una nuova consapevolezza. Ancora adesso quando mi capita di ascoltare in pullman o in metro qualcuno parlare spagnolo, mi emoziono e mi sento pervadere da una gioia e nostalgia immensa.

Verso l’autonomia

Ognuno di noi è dipendente da qualcosa, in quest’epoca si fa sempre fatica a raggiungere quell’autonomia che tutti desiderano perché in realtà abbiamo bisogno di approvazione, di ammirazione, di validazione. Ma se guardiamo nel profondo di ognuno di noi tutte queste necessità che proferiamo sono già insite dentro di noi: basta fargli spazio!

Per far sì che avvenga un processo di indipendenza ed autonomia è necessario metterci alla prova, viaggiare, esporci, metterci la faccia; possono esistere tanti NOI ma la cosa più importante è saper scegliere, accogliere le proprie paure, i propri dolori mentre ci sperimentiamo, entrare davvero in contatto con tutto questo per poi distanziarcene con consapevolezza ed accettazione. Questo processo ci permette di trovare la nostra identità, di sbloccare e far vivere una libera espressione e manifestazione di se stessi. Se riusciamo davvero a svolgere tutto questo possiamo apprezzare il viaggio come se fosse una scoperta, una scoperta di conoscenza.

 Adrenalina. Adrenalina pura. Pura gioia. Curiosità. Talvolta fatico a contenere tutto questo. E’ sempre un’emozione viaggiare. Organizzare. Immaginare. Sono in viaggio ancora prima di partire.

I ricordi di un adulto consapevole

I ricordi ci permettono di ri-vivere e riavvicinarci al passato e alle emozioni che abbiamo vissuto: un abbraccio, un modo di parlare, un odore, un’atmosfera, un profumo, un sapore. Tutto quello che siamo è quello che abbiamo vissuto completamente, quello che abbiamo potuto sperimentare, quello che abbiamo potuto apprendere nel tempo.

Tutte le esperienze che abbiamo provato sulla nostra pelle sono scalfite dentro, è un po’ come se conservassimo la nostra cassettina delle esperienze, pronta ad aprirsi nel momento del bisogno e pronta per essere “spesa” come risorsa positiva nel presente. Quel ricordo ci permette a volte di ricaricarci, di riflettere su come abbiamo agito in quel momento, se eravamo sicuri o semplicemente felice.

Attivare e allenare la nostra mente alle esperienze e ai ricordi che abbiamo custodito in psicologia si chiama elasticità; l’elasticità è la capacità di apprezzare i cambiamenti di rotta sia mentali che non, è allargare la nostra capacità di conoscenza e di apprendimento. Spesso quando rincorriamo un regime di rigidità mentale il nostro corpo si blocca e si creano delle tensioni, mentre l’uomo, essendo un animale in origine, sa adattarsi ai cambiamenti, alle nuove idee sviluppando creatività, istintualità e positività.

Le cose che porto dentro di me sono tante cose o forse non sono cose ma soprattutto persone.

Le persone che ho incontrato, che ho vissuto e che hanno fatto questo viaggio. Con alcune di loro sono ancora in contatto, con altre no. Ma le ricordo tutte. Ricordo tutti i momenti felici vissuti insieme, le notte folli, i viaggi, le cene, le giornate passate a studiare, le lezioni, i professori. Talvolta, quando sono nel mio letto e mi sento sola, chiudo gli occhi e ripenso a tutti i momenti felici vissuti e nei miei tanti viaggi mentali, mi capita di ritornare lì, a Oviedo. Posso ancora sentire le voci, le risate e i sorrisi di quei giorni.

Mentre di sapori ne porto dietro diversi. La fabada, piatto tipico asturiano e primo piatto assaggiato. E’ una zuppa di fagioli, accompagnata da salsiccia, sanguinaccio e altri tipi di carne di maiale grasse. Una vera delizia per il palato. Il chorizo alla sidra, un insaccato simile al salame, cucinato col sidro. Le moscovitas della confiteria Rialto, dolci di cioccolato e mandorle e i suoi carbayones, una pasta di mandorle ricoperta da sciroppo di zucchero e succo di limone. Una bomba. E infine la sidra, la bevanda locale dal suo sapore aspro, che ho imparato ad amare nel tempo, ricavata dal succo di mele, servita dall’alto per consentire una migliore ossigenazione.

Oviedo: in equilibrio tra il benessere e la scoperta

Federica quando eravamo ad Oviedo eravamo completamente cosparse di emozioni, emozioni o stati d’animo che vivevamo constantemente e vividamente. Era nostro solito fermarle chiedendoci…

Cual es la palabra del dìa? Qual è la parola del giorno? Gratitudine.

Grazie Anastasia per questa intervista, grazie per avermi fatto ritornare a quei giorni felici. Questa pioggia oggi ha un sapore diverso, mi ricorda la pioggia di Oviedo. Mi sembra ancora di sentirne l’odore fra le strade, mischiato al profumo aspro della sidra. Una pioggia sottile ma tagliente, proprio come questi ricordi.

Ho conosciuto Federica per caso all’università, in realtà eravamo unite da un destino comune: entrambe avevamo appena vinto una borsa di studio per studiare in Spagna. Federica Valente è una donna particolare, come spesso lo sono i creativi e gli psicologi, che hanno il dono di osservare il mondo con uno sguardo, di solito, non convenzionale. Fin da subito ci siamo trovate, le nostre anime ribelli spesso comunicavano in silenzio tra uno sguardo e una fuga, tra uno scatto e un respiro.

La Spagna è stata la nostra prima volta e per definizione è quella che non si dimentica mai: il primo risveglio in una città straniera, una lingua che conosci appena, notti che non hanno mai fine. Ti chiedi dove sei, ma ci metti poco a realizzare che sei semplicemente nel posto dove vorresti veramente stare: Oviedo. Un paradiso naturale a nord-ovest della penisola iberica, precisamente nella Regione delle Asturie.

Oviedo: in equilibrio tra il benessere e la scoperta  

 

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

Charles Baudelaire

A presto, Anastasia

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