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Whext: come viaggeremo in questo 2020?

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Scritto da Alice Lavoratti

Come viaggeremo in questo 2020? Ce lo racconta Serena di Whext. Finalmente “torniamo a riveder le stelle”. Ne usciamo feriti, per certi aspetti sani, ma anche positivi; ricchi di speranze per quello che verrà in questa estate 2020. Il viaggiatore medio però ancora questa domanda se la pone in maniera costante.

Inoltre che fine faranno i travel blogger se gli aerei non spiccano il volo? E Whext?

“Voglio essere ottimista e azzardare un’ipotesi: sicuramente visiteremo l’Italia ed impareremo ad apprezzarne i luoghi meno battuti.”

Serena, insieme al compagno Francesco, nel 2016 parte con l’esperienza di Whext, ovvero un blog di viaggi molto seguito, soprattutto da chi vuole vivere esperienze particolari (non da tour operator per intenderci).

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“Si tratta di essere positivi – spiega Serena. Penso che il viaggio e il raccontare il viaggio cambieranno da ora in poi, però penso che non si possa fermare un settore come quello del turismo per un tempo superiore a quello che già abbiamo affrontato. Anche i travel blogger come noi di Whext non possono essere fermati (ride).”

Serena ad un certo punto della nostra chiacchierata mi dice che forse si tratta d’incoscienza, ma che non riesce a pensare ad un mondo senza viaggi, senza aerei che partono, senza persone che s’incontrano.

“Il blocco è stato necessario per rallentare gli effetti negativi della pandemia – continua Serena. Adesso però è venuto il momento di trovare delle soluzioni alternative che permettano di viaggiare, almeno in Europa. Dobbiamo tornare ad emozionarci delle cose che sono lontane da noi, a vedere tramonti diversi dal nostro. Whext ha diversi progetti in pentola, anche se per ora non possiamo parlarne, perciò è bene essere ottimisti.”

E’ giusto pensare che viviamo in uno dei paesi più belli che possano esserci sul globo e solo per questo vale la pena di visitarlo tutto.

Quindi, perché non viverci delle esperienze diverse anche qui, dietro casa nostra?

“L’Italia vive di turismo – spiega Serena – quindi è bene pensare di vivercela a pieno, però ricordandoci sempre di non visualizzarla solo come stabilimenti balneari o gelati a bordo piscina. Mi piace pensare che ci sia un’Italia tutta da scoprire in cui poter ritrovare i miei tramonti africani.”

La metafora è calzante. Serena mi parla di alcune esperienze di viaggio affrontate in passato; quelle che porta con sé nei momenti difficili. Una su tutte quella in Africa.

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Il tramonto africano

“Il mal d’Africa esiste. Un’esperienza come quella trovo difficile ritrovarla in altri posti, perché pensare al safari, quello vero, a contatto con animali quasi fantastici visti da vicino, oppure pensare ai tramonti infuocati e alla natura incontaminata è una cosa che ti prende lo stomaco; una nostalgia positiva che ti tiene sospeso in un mondo parallelo.”

Serena continua il suo racconto parlandomi dei cieli stellati e delle popolazioni indigene che hanno incontrato in questo loro viaggio. Viaggio che è stato ben descritto in uno degli articoli più letti di Whext.

Ascoltando Serena, sento che non ha tutti i torti a pensare che anche nel nostro paese possano esserci degli angoli inesplorati che possano condurti ad esperienze da fermo immagine nei propri ricordi.

 “L’Africa è un mix di colori e suoni che la rendono un mondo diverso dal nostro – continua Serena. Noi, l’Europa in genere, puntiamo all’arte, alla storia, a mostrare come siamo cresciuti storicamente anche a livello economico. In posti come quello invece è la natura che regna sovrana. Come in Messico, dove, oltre alla natura sconfinata e mozzafiato, ho trovato anche un tipo di ospitalità unica nel suo genere.”

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Uno scatto del safari africano di Serena e Francesco.

Whext segue il flusso delle esperienze del posto in cui si trovano a viaggiare, affinché si possa conoscere a pieno un luogo al di là dei posti turistici segnati su mappe e guide.

Serena e Francesco sono nati come coppia di viaggiatori quando hanno deciso di staccarsi dal loro tour operator a Bangkok in Thailandia per poter mangiare lo street food locale e vedere quei posti che nessuno ti mostra perché non rientrano nella lista dei luoghi convenzionati.

In Italia, purtroppo, fino ad oggi abbiamo avuto un turismo che punta a distruggere i posti. Purtroppo, molti turisti vedono solo ciò che gli si vuole far vedere. Viviamo di un modo di viaggiare molto usa e getta; dove non ci si rivolge alle persone che lavorano sul locale, ma ai tour operator che organizzano ogni nostro minuto: dove mangiare, dove dormire e anche cosa comprare e quali esperienze riportare a casa dopo la vacanza.

“L’idea di Whext sta nel vivere esperienze che non sono ancora state scritte e questo credo che lo si possa fare anche nel nostro paese.”

“Certo è – continua Serena – che la nostra cultura, per quanto possa sembrare più aperta e libera di molte altre, non ci dà la possibilità di vivere in maniera libera l’esperienza viaggio. Vi faccio un esempio: quando sono partita per il Messico, mi ero impuntata di voler vedere una laguna particolare, che non era segnata nemmeno nella guida Lonely Planet. Per vederla abbiamo chiesto alle persone del luogo, ci siamo informati e fidati di chi è nato in quel posto e alla fine siamo giunti in questo luogo paradisiaco. Da noi è raro poter contare sul consiglio delle persone autoctone, perché noi per primi non ci fidiamo delle persone che abbiamo di fronte.”

In linea con ciò che Serena mi ha raccontato, sento di aver fatto la scelta giusta nel programmare da sola un cammino per le mie ferie 2020. Quest’anno spero proprio di poter vivere un’esperienza diversa da solito e di poter incontrare tante persone nuove con cui poter vivere un nuovo livello di ospitalità dietro casa mia.

Perché viaggiare significa questo: vedere cose lontane da noi, immergendosi in culture nuove, imparando a vivere ascoltando gli altri.

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