Benessere

Quando la pancia ti parla: Ascoltala!

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Il nostro corpo è intimamente connesso alla nostra mente, anche se a volte tendiamo a dimenticarcene. Corpo e mente non possono essere separati perché si influenzano reciprocamente.
Durante la vita di tutti i giorni le nostre emozioni provocano delle risposte soggettive dotate di un certo grado di flessibilità, che preparano il nostro organismo ad affrontare le varie situazioni della vita: per esempio, quando siamo agitati sudiamo e i nostri muscoli possono irrigidirsi, la paura o l’ansia possono provocare brividi e/o nausea.
Uno scompenso fisico potrebbe dipendere da uno squilibrio emotivo, ma se ciò è esatto sarà vero anche il contrario e cioè se riusciamo a conoscere, ad accogliere ed ascoltare alcune parti del nostro corpo possiamo utilizzarlo per migliorare la nostra qualità di vita.

“Le vacanze sono andate male a causa della mia pancia, ho passato delle notti insonni di cui ancora conservo un orribile ricordo.
Riuscivo a dormire un’ora a notte perché mi svegliavo bruscamente con un bruciore e gonfiore mostruoso nel ventre. Eppure non avevo mangiato nulla di speciale. Alcune sere sono riuscito a bloccare il dolore con alcuni medicinali ma in ogni caso non ho potuto dormire per il resto delle notti.”

Spesso abbiamo la sensazione che la testa sia la parte più importante del nostro corpo, ma senza rendercene conto stiamo perdendo contatto con una parte importante di esso: la pancia.
La pancia è una parte del corpo essenziale che entra in stretta connessione con il mondo esterno, è capace di accogliere il cibo che decidiamo di mangiare, è chiamata a digerirlo cioè a trasformarlo e a poterlo dividere in una parte che verrà eliminata e in una parte che verrà assorbita diventando una parte di noi.

Lo sapevi che la pancia ormai secondo la scienza viene definita come il “secondo cervello”?                                                                                                                                                                                          In realtà il nostro cervello addominale ha un dialogo continuo con i neuroni presenti nella testa. La quantità di messaggi che il cervello addominale invia a quello centrale è molto elevata, ma si tratta di informazioni purtroppo inconsce che riusciamo a percepire solamente quando diventano dei veri e propri segnali di allarme scatenando di conseguenza delle reazioni di malessere.

Cosa può voler dire questo?
Questo significa che lo stomaco diventa un grande “contenitore” di tutto quello che proviene dall’esterno e con cui entriamo a contatto.
Non stiamo parlando soltanto di cibo ma anche e soprattutto delle nostre emozioni: ebbene si, il nostro cervello addominale è dotato di una memoria che è in grado di accumulare tutto quello che spesso non riusciamo a “digerire”. A volte “ingeriamo” delle emozioni che poi non siamo in grado di smaltire e la nostra pancia si lamenta. Diamo attenzione e siamo abituati a sentire le sensazioni della nostra pancia solamente quando ci ritroviamo in uno stato di difficoltà o malessere.

Così, per esempio, un organo come la pancia in assenza di qualsiasi disturbo di tipo organico, può agire come se fosse chiamato a rispondere psichicamente ad una situazione conflittuale sentita come biologicamente minacciosa.
Il nostro corpo è come se cercasse di sbarazzarsi di una sostanza tossica anche se non è esposto ad alcun veleno. Quindi tali reazioni tendono innanzitutto a “proteggere” la persona da un danno psichico che non siamo in grado di sostenere e rendere consapevole.

Impariamo a massaggiare il nostro corpo
Ci possiamo occupare dei neuroni contenuti nella scatola cranica, diversamente da quelli che sono sparsi in tutto il nostro corpo, sia attraverso un massaggio sia con l’aiuto del movimento (e in questo le tecniche di Bioenergetica ci aiutano molto).

Questo cosa vuol poter dire?
Vuol dire che se riusciamo a prenderci cura di noi allora e solo allora saremo in grado di dare valore e importanza al nostro corpo e a quello che siamo davvero accettando anche delle piccole imperfezioni, anzi saranno proprio quelle a renderci uniche.

L’ANGOLO DEGLI ESERCIZI: REGALATI UN MASSAGGIO
Ritagliati quotidianamente (o quando lo ritieni necessario) 5 minuti per te: puoi utilizzare un cronometro o una sveglia che ti aiuterà a rendere efficace questo tempo e questo esercizio.
Il tempo a disposizione è stato sufficiente o è stato troppo?
Gradualmente, rendi tuo questo esercizio dando importanza ed ascolto al tuo corpo.
• Scegli un luogo intimo, che sia la tua camera o magari una spiaggia deserta, in maniera tale da poter sperimentare il tuo massaggio con estrema lentezza senza avere il timore di essere disturbato.
• Scegli una musica rilassante, quella che più ti porta in una dimensione di calma e di ascolto.
• L’ideale sarebbe di poterti stendere comodamente.
• Ora sei pronto per iniziare: lentamente prova a disegnare dei piccoli movimenti circolari intorno al tuo ombelico con ambedue le mani, prova pian piano ad allargare sempre di più la circonferenza fino poi a restringerla nuovamente.
• Con calma e consapevolezza prova a produrre una piccola pressione sulla tua pancia verso il suo interno e subito dopo aiutati con il Respiro. Lascia che le tue mani formino un cuore intorno al tuo ombelico e che, leggere, si lascino trasportare dal tuo Respiro verso l’alto e verso il basso.
• Se preferisci per il massaggio puoi utilizzare un olio con fragranza a tuo piacere.
• Non dimenticarti di Respirare, inspira ed espira ad ogni movimento delle tue mani: ti faciliterà nel dirigere l’attenzione e la concentrazione verso il tuo addome. Non rimanere nella testa ma prova a sentire la pancia, ad entrare in contatto con lei e chiediti come sta.

Come senti la tua pancia? Pesante, leggera, rilassata o tesa?
Vivi e abiti davvero il tuo corpo?

Una volta terminato l’esercizio prova a scrivere su un foglio le tue sensazioni e cerca di vedere se con il tempo cambiano. Se vuoi puoi condividerle con me, io ne sarò felice!
TI ASPETTO il prossimo mese con un nuovo articolo sulla consapevolezza corporea e sul tuo Ben-essere psicologico.

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