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Cultura

Christo e l’arco di trionfo: capriccio d’artista od opera d’arte?

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Scritto da Julia Ciardi

Nel mondo dell’arte non si fa altro che parlare dell’ultima novità che divide in due pensieri l’opera in questione, l’Arc de Triomphe Wrapped.
Dal 18 settembre, a Parigi, è stata inaugurata l’installazione della coppia di artisti defunti Christo Javacheff e Jean Claude, coniugi nella vita e nella ricerca dell’arte.

christo jeanne claude uau magazine

Il team di Christo si è presa in carico il grosso progetto che gli amanti avrebbero voluto realizzare in vita, ovvero l’impacchettamento dell’arco di trionfo. 
Consiste in 25 mila metri quadrati di tessuto argento-blu e un filo rosso, materiale riciclabile, che copre interamente il simbolo della città, costruita in età napoleonica.
Un sogno che bramavano da più di mezzo secolo, quando Christo si era trasferito in un appartamento a Parigi con vista sulla champes elysee.
L’opera è stata interamente finanziata dalla Estate of Christo V. Javacheff, con la vendita di studi preparatori, disegni, modelli in scala e altri lavori di Christo degli anni Cinquanta e Sessanta, ed ammonta a 14 milioni di dollari.

Arc de Triomphe Wrapped

Ma capiamo più a fondo di cosa tratta la loro arte.
I due artisti si sono fatti conoscere per le installazioni di land art, una tendenza artistica nata durante la fine degli anni ’60 negli Stati Unifi d’America. Consiste in progetti creati in uno spazio espositivo diverso dall’arte e delle aree urbane, intervenendo sul paesaggio, in particolare quello americano, che si estende per centinaia di kilomentri incontaminati dalla presenza dell’uomo. L’artista opera con lo spazio naturale che si presta a supporto artistico, tracciando sulle sue forme il concetto che vuole intimare, lasciando però inalterata la sua integrità. Sono installazioni provvisorie che spariscono con lo smantellamento dell’ opera stessa, per non permetterne la loro tangibilità ne la vendita.

La land art è un’arte puramente immateriale.

La possiamo vedere nei contesti di musei o gallerie solo in sottoforma di fotografie o materiale multimediale.

Arc de Triomphe Wrapped

Christo ha avanzato lo sviluppo dell’impacchettamento di edifici e anche di paesaggi naturali.
L’intento degli artisti dell’Arc de Triomphe Wrapped, ha uno scopo ben preciso: coprire per valorizzare una veduta data per scontato che era certa, immutabile e sicura. Ecco che invece scompare e ci è oscurata la vista. Le persone si arrabbiano, criticano, discutono riportando al centro delle conversazioni l’importanza della presenza del monumento, di cui sono stati privati.
Una riflessione che inizia dal 3 di ottobre, data di disinstallazione. Si spoglia l’arco, e noi non crederemo più indiscutibile la sua concretezza.

“Nessuno può comprare questo progetto, nessuno può prendere un ticket per vederlo, sono così gratuiti ed è il motivo per cui non possono restare, la libertà è il nemico della possessione e la possessione è l’eguale della permanenza.”

E voi che cosa ne pensate di questa opera? Conoscete altre installazioni dei due artisti?

Arc de Triomphe Wrapped

Julia Ciardi

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