Cultura

La Bellezza delle Arti

Bellezza delle Arti
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Scritto da Giulia Gianfilippo

Ciao a tutti, amici e amiche di UAU Magazine, riporto qui di seguito la riflessione di Kelo, artista poliedrico. A proposito di Bellezza delle arti, si pone una domanda per voi: avete mai pensato di essere (o poter diventare) artisti?

“Forse sì, forse no; o forse lo eravate già, e poi l’avete semplicemente dimenticato: d’altronde, parafrasando John Lennon, tutti i bambini sono artisti finché non gli viene detto che non lo sono – e, naturalmente, tutti gli adulti sono stati bambini una volta (sebbene in pochi se ne ricordino), parafrasando ora Antoine de Saint-Exupéry.

Non starò qui a sentenziare su cos’è l’arte, ma saremo tutti d’accordo nel riconoscere alcuni aspetti fondamentali, tra cui la creatività (che solitamente abbonda nei bambini). La buona notizia è che può essere stimolata in svariati modi, poiché ne abbiamo tutti una scorta inesauribile: dopotutto, «la nostra creatività viene dall’esterno, non dall’interno» – come ci fa notare Kirby Ferguson.

Bellezza

Sapete che cos’altro abbiamo tutti, ma che invece viene dall’interno? La sensibilità artistica.

Ogni volta che ci piace una canzone, ogni volta che restiamo a bocca aperta davanti a un quadro o una foto, ogni volta che ci emozioniamo guardando un film o leggendo un libro… ecco l’artista che è in noi che emerge, che freme, che scalpita di gioia! Perché il nostro artista interiore anela alla bellezza! Quella che, per il dostoevskiano principe Myškin, potrebbe perfino salvare il mondo.

E se abbiamo tutti questo arbitro di bellezza dentro di noi, la nostra individuale e personalissima sensibilità artistica, allora che cosa ci separa dall’essere artisti?

Non certo la tecnica, che non è affatto arcana: al contrario, è facilmente accessibile, alla portata di chiunque voglia cimentarsi, imparare e migliorarsi. Il punto è che ne basta relativamente poca per poterci esprimere artisticamente: non dobbiamo per forza diventare i prossimi Steve Vai o Paco de Lucía, o i prossimi Demetrio Stratos o Aretha Franklin. Non che la perfezione tecnica non sia di per sé estasiante (lo è), ma ci sono innumerevoli casi di arte (non meno preziosa) che sono un vero e proprio elogio alla semplicità: qualcuno ha detto Fabrizio De André o Bob Dylan?

Bellezza

Disprezzando le cose semplici rischiamo non soltanto di perderci un sacco di bellezza, ma anche di peccare di frivolezza e non riuscire a cogliere quelle sfumature per cui a volte, controintuitivamente, «complicare è facile, semplificare è difficile» – secondo un saggio insegnamento di Bruno Munari.

Essere tecnicamente ineccepibili è una grandissima qualità, che richiede anni di studio e sacrificio; eppure, l’arte non si misura in bravura, ma in bellezza: tra tutti, il metro più insindacabilmente soggettivo. E per nostra incommensurabile fortuna, anche nella semplicità dimora il sublime.

Queste (e molte altre) riflessioni sono racchiuse in un aforisma che ho composto poco più di due anni or sono, nel febbraio del 2018: «La misura dell’arte è la bellezza». Rileggerlo ora mi ricorda perché «proseguo indomito a vedere il bello ovunque, pure nel mio vomito» (non potevo non citare l’immenso Capa!): è un’attitudine, per me inevitabile, che motiva ed alimenta il mio essere artista.

Bellezza

Con l’arte ho sempre avuto un rapporto molto personale e piuttosto intimo. Mi ci sono voluti quasi trent’anni per potermi definire artista senza sentirmi in colpa (Impostor syndrome anyone?) – ma ciò ha a che fare più con il mio percorso di vita e autoconsapevolezza, come ho già raccontato altrove.

You can be anything you want to be
Just turn yourself into anything you think that you could ever be
Be free with your tempo, be free, be free
Surrender your ego be free, be free to yourself
Queen – Innuendo

Ora so che non conta ciò che pensiamo di noi stessi, né men che meno ciò che pensano gli altri. Non dobbiamo aderire ad alcuno standard di perfezione: conta solo la spassionata ricerca della bellezza.

Voglio concludere questo breve articolo riprendendo le parole di Kirby Ferguson:

La nostra creatività viene dall’esterno, non dall’interno. Non ci facciamo da soli. Dipendiamo l’uno dall’altro, e ammetterlo non vuol dire abbracciare la mediocrità e il copiare. È una liberazione dalle idee sbagliate, e un incentivo a non aspettarsi troppo da noi stessi e semplicemente cominciare.
Embrace the remix

E allora vi lascio con un semplice augurio: cominciate a fare, ché facendo affinerete la tecnica e svilupperete sempre più la vostra sensibilità artistica. Forse non finirete in nessun museo o in nessuna galleria d’arte; probabilmente non arriverete a suonare su un palco davanti ad un milione di persone; magari non pubblicherete mai un best seller o una raccolta di poesie; nel frattempo, però, accadrà qualcosa di molto più importante: la vostra vita sarà arricchita dalla bellezza delle arti.

A presto Giulia

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