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Cultura

Giancarlo D’emilio – “Sono curioso di vedere cosa c’è dalla parte di là, peccato non riuscire a farvelo sapere”

Giancarlo D'emilio
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Scritto da Irene Pagnini

Il fotografo Solimano Pezzella ha documentato gli ultimi momenti di vita di Giancarlo D’Emilio, anche lui fotografo professionista, condannato da un male incurabile. Alla fine di questo percorso, Solimano ha raccolto tutti i momenti significativi e tutti i suoi appunti, dando vita ad un libro, “Il tempo del sollievo”. – Vorrei iniziare con un’introduzione generale, spiegando di cosa parla il libro, quanto tempo ha impiegato a scriverlo, la scelta del titolo e cosa ha portato alla decisione di mettere nero su bianco questa esperienza. Il libro racconta la mia esperienza passata a fianco di un malato terminale, Giancarlo D’Emilio, passando da semplice allievo a documentarista del periodo di fine vita. Ho impiegato 4/5 mesi per mettere su carta i pensieri, gli appunti presi su un block notes e i ricordi vissuti, poi c’è stato il lavoro di far prendere la forma giusta, con vari versioni di quanto scritto. La scelta del titolo è stata quasi automatica, in quanto le due parole TEMPO e SOLLIEVO erano le più importanti in questo periodo per Giancarlo. La decisione di mettere su carta questa esperienza è stato più il bisogno di esternare e tirar fuori tutte le emozioni, angosce, e sentimenti incamerati in questo periodo di “convivenza”. – Le chiedo di raccontarmi com’è nata questa idea di documentare gli ultimi momenti della vita di Giancarlo D’Emilio, prima le foto poi il libro… mi parli del vostro rapporto prima e poi durante quest’esperienza, cosa è cambiato? Sente di essere una persona diversa da quella che era quando ha iniziato? Perché? L’idea è nata da Giancarlo, in quanto fotografo, voleva che fosse documentata la qualità e dignità di vita di un malato terminale; potevo usare queste foto, questo lavoro, in qualsiasi forma ritenevo più opportuno, purchè servisse a divulgare il messaggio. Il rapporto prima di questa esperienza era da semplici conoscenti con la stessa passione per la fotografia, per poi diventare un “suo” allievo. Durante l’esperienza il rapporto è cambiato radicalmente, stando a contatto tutti i giorni con una persona che si è messa a disposizione in tutto e per tutto, è difficile spiegare a che punto è arrivato e che tipo di rapporto si è instaurato tra noi due. Sicuramente un’esperienza di questo livello ti cambia; moralmente, umanamente e professionalmente. E’ un livello di esperienza talmente alto che penso sia impossibile restarne impassibile. – Il lavoro di documentazione è stato impegnativo, doloroso, difficile? Cosa contraddistingue e quali sono le differenze, secondo lei, nel documentare attraverso le foto e nella stesura del libro? Il lavoro è stato all’inizio solo impegnativo, in quanto ho passato quasi 2 mesi e mezzo tutti i giorni al suo fianco, doloroso lo è diventato con il passare del tempo, quando la parte emotiva prendeva sempre più spazio dal solo lavoro di documentarista. La differenza tra la fotografia e lo scritto è solamente la forma. – Infine, le chiederei di scegliere una foto ed una citazione dal libro, spiegandomi perché ha scelto entrambe, perché sono le più significative per lei? Una citazione dal libro, o meglio una frase di Giancarlo : “sono curioso di vedere cosa c’è dalla parte di là, peccato non riuscire a farvelo sapere” Ho scelto una foto scattata la sera dell’ultimo dell’anno (31-12-2016) Gli avevamo messo il farfallino, per festeggiare l’essere riuscito a quel giorno, e cosa più importante, avrebbe varcato il 2017. Lo sguardo e il viso, nonostante tutto, è sereno. Per chi volesse il libro, costa € 12, e lo si trova presso Edizioni Atelier in via Verdi a Pistoia, oppure presso l’edicola sul globo, da Bernardetta.

giancarlo d'emilio

 

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