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Torna a Pisa il Campionato Italiano di GO

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Scritto da Elena Barbati

Sabato 4 e Domenica 5 Settembre alla Stazione Leopolda – in Piazza Domenico Guerrazzi 11 a Pisa – si terrà il 42° torneo nazionale di GO.

Per chi ancora non conoscesse o non avesse familiarità con questo gioco, ecco una breve presentazione che può fare al caso vostro.

Cos’è il GO?

Il Go è un gioco strategico nato in Cina, dove è diventato popolare 2500 anni fa prima tra la nobiltà e i letterati – come attività elitaria – e successivamente tra la massa. Solo nell’800 è entrato nella società Occidentale e ancora oggi è praticato da migliaia di giocatori in Europa, nelle Americhe e in Oceania.

Ciò che risulta interessante è la raffinata metafora che il GO rappresenta: l’equilibrio delle forze naturali, l’eterna lotta tra bianco e nero, l’incontro – scontro tra Ying e Yang.

Il gioco avviene su una tavola quadrata di legno, il goban, su cui vengono poggiate le pietre che – una volta posizionate – non possono più essere mosse, ma solo catturate e rimosse se circondate da quelle avversarie.

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Alessandro Pace e Carlo Metta durante una partita di GO

Per capire ancora meglio di cosa si tratta, abbiamo intervistato Alessandro Pace, attualmente Campione Italiano di GO.

Ciao Alessandro, benvenuto su UAU Magazine! Questo fine settimana sarai anche tu a Pisa in occasione del Torneo di GO. Si respira aria di competizione o di leggerezza in questi contesti? Come viene vissuto il gioco?

Ciao, grazie per l’invito! Prima di questi tornei penso un po’ tutti i giocatori siano più motivati ad allenarsi e studiare per dare del loro meglio.

La competizione sicuramente è viva, importante per migliorare e anche in questo torneo non mancherà, tuttavia la definirei una competizione sana: ognuno dà il suo meglio senza vedere nell’avversario un nemico ma concentrandosi sulle proprie capacità.

L’aria che si respira nei nostri tornei è quella di una riunione tra amici; è ancora una piccola comunità la nostra, quindi ci conosciamo tutti e ci aiutiamo a vicenda anche nell’apprendere il gioco.

Per dare un’idea di come una partita viene vissuta, mentre in altri sport vedete i due sfidanti salutarsi e congedarsi dopo la sfida, nel Go è consuetudine rivedere assieme le mosse e studiare appena finito di giocare!

Difatti rivedere le partite giocate e capire i proprio errori è fondamentale per fare qualsivoglia progresso.

Spesso una partita persa è un occasione ancora maggiore di trarre un insegnamento: chi riesce a vederla così e guarda genuinamente in avanti diventerà un ottimo goista!

Pisa da sempre è un centro ricreativo e culturale molto stimolante: non a caso i tornei spesso hanno luogo in questa città. Ci sapresti dire il perchè?

“Pisa è una città deliziosa da girare e in cui soggiornare.

Immagino sia un luogo ideale per questo tipo di attività perchè inconsciamente gli occhi captano la bellezza del luogo, si respira l’aria giovanile universitaria nei vicoli, si odora il buon cibo: la mente si distende ed è pronta a raccogliere la concentrazione necessaria alla cultura.

Anche se per quanto riguarda il Go c’è un altro aspetto che sorpassa perfino i benefici di Pisa: sono i pisani!

Tutti i pisani che ho conosciuto mi hanno trasmesso una grande freschezza e positività. Il motivo del successo del torneo di Pisa è perchè tutti adoriamo venirci e siamo accolti a braccia apertissime dai giocatori locali.”

Entrando nel merito del GO con un approccio filosofico, ha un fondo di verità la sensazione che il bianco e il nero delle pietre sul Goban siano due realtà a confronto come lo Ying e lo Yang?

“Il Go è sempre stato permeato e connesso alla filosofia orientale, basti pensare che in Giappone sono stati fatti diversi proverbi sul gioco che sembrano aforismi sulla vita.

Per quanto riguarda le due realtà a confronto dello Yin e Yang, possiamo trovarle più volte e in diverse forme: il Go è un gioco basato sull’equilibrio e giustamente perchè ci sia equilibrio ci deve essere anche una contrapposizione; dopotutto il simbolo della equilibrio è la bilancia e di braccia ne ha due.

Tenterò di elencare le mie preferite rappresentazioni delle due nature nel Go.

Yin, la prima mossa al nero; Yang, i punti di vantaggio (detti Komi) dati a bianco perchè parte per secondo. Yin, il territorio, simbolo di stabilità. Yang, l’influenza, simbolo di potenzialità. Yin, le forme, l’intuizione, la strategia. Yang, la lettura, il calcolo, la tattica. Yin, l’immobilità delle pietre giocate. Yang, la direzione di gioco, il collegamento tra le pietre giocate. Yin, la velocità a costo della fragilità. Yang, la solidità a costo della lentezza. Yang, potrei andare avanti all’infinito.

Yin, l’intervista deve continuare.”

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Non solo campione italiano, ma anche musicista. C’è una qualche correlazione tra la musica e il gioco del GO nella tua vita?

“Devo ammettere che mi hanno fatto questa domande molte volte e in generale spesso chi si approccia al gioco fatica a vedere una correlazione tra musica e Go.

Sì. A mio parere c’è ben più di una correlazione tra le due cose.

Nel sedicesimo secolo in Giappone il Go era una delle 4 arti nobili: musica, pittura, calligrafia e Go. Ora non voglio soffermarmi sulla nobiltà del gioco ma sul fatto che fosse considerato un’arte. La prima grande premessa che faccio per comparare Go e musica sta nell’evitare il fraintendimento della natura di queste due arti.

Non bisogna pensare al Go come qualcosa di puramente logico bensì anche di creativo e immaginativo; altresì la musica non è solo intuizione e astrazione ma anche logica e calcolo.

La prima e fondamentale somiglianza di queste due arti consiste nella loro natura che combina magnificamente logica e creatività. Potrei trovare inoltre moltissime correlazioni piccole o grandi, profonde e non. Essendo però la prima volta che questa domanda mi viene fatta in una rivista in italiano vi svelerò una correlazione che non saprei esporre in inglese! In musica, per quanto riguarda la composizione, la struttura di un pezzo, esistono due componenti fondamentali, o due dimensioni, dette orizzontalità e verticalità.

Questi due termini derivano dalla disposizione grafica del pentagramma musicale: l’orizzontalità è una sequenza di note, una dopo l’altra, la loro disposizione nel tempo, può essere una melodia per esempio; la verticalità, è un insieme di note, l’una sopra l’altra, la loro disposizione nell’istante, un accordo per esempio. Verticalità e orizzontalità sono le due dimensioni fondamentali nella musica, l’una istantanea e subito chiara, l’altra distribuita nel tempo e percepita gradualmente.

Nel Go queste due dimensioni sono anche esistenti e comparabili a quelle musicali: parleremo di mossa e di sequenza. La mossa è istantanea e appena giocata ha senso a se stante e in accordo con le altre pietre, quindi stiamo parlando di verticalità musicale.

La sequenza è una serie di mosse che acquisiscono un valore collettivo nel tempo e un significato che a ogni mossa è in evoluzione, come per l’appunto una melodia, l’orizzontalità.

Se non vi ho convinti vi sfido a suonare insieme a Go quando volete (questa battuta in inglese non funzionava…)!”

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Alessandro Pace e Carlo Metta

Aspettative da questo fine settimana?

“Aspettative? Beh spero di demolire tutti i miei nemici e distruggerli sul Goban.

Scherzo, volevo vedere se stavate attenti! Nessuna aspettativa su di me, come sempre, niente per scontato e tutto da conquistare.

Sono sicuro mi divertirò molto e mi aspetto delle partite memorabili! In particolare sono curioso di affrontare 3 avversari. Carlo Metta– mio rivale da sempre, una sfida continua e secondo me quest’anno in ottima forma.

Davide Bernardis – l’astro nascente che tutti tengono d’occhio, giovanissimo, fortissimo. Sappiamo che è destinato al titolo ma la domanda è ancora “quando”, è già arrivato?

Julian Van Den Busken– anche lui amico e giocatore di vecchia data, ha lasciato per molto tempo la scena del Go italiano e non ha mai spiccato il volo in finale, ma è sempre stato un concentrato di talento ed esplosività. Che si sia accesa la miccia? Detto questo spero di giocare il mio miglior Go.

Che vinca il migliore!


Alla Stazione Leopolda è tutto pronto, anche il Merchandising ufficiale: le magliette disegnate dall’artista Luciano Barbati saranno disponibili all’interno della struttura.

Alcune informazioni dal sito ufficiale di ToscanaGO:

Il torneo è riservato ai soci FIGG, e ha un costo di iscrizione 5€ per i soci ToscanaGo e 10€ per gli altri. Il tesseramento o il rinnovo alla FIGG si fa online. Chi vuole può sostenere il ToscanGo tesserandosi al costo di 10€. Il pagamento del costo di iscrizione al torneo e l’eventuale tesseramento al ToscanGo si fanno online scrivendo a Carlo Metta. Tutti i pagamenti si potranno fare anche sul posto, ma con preghiera di farli online per ridurre i tempi e le occasioni di contatto fisico.

Non ci sono requisiti particolari, chiunque sappia finire una partita sul goban 19×19 può venire a giocare con gli altri principianti, mentre chi non conosce il gioco può chiedere agli organizzatori di imparare, ci sarà sempre qualcuno disponibile a insegnare.


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