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Cultura

Sara Landini – un logo per Pistoia

Sara Landini
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Scritto da Irene Pagnini
Di seguito l’intervista Sara Landini, ideatrice del logo scelto per rappresentare Pistoia durante l’anno 2017, in cui è capitale della Cultura.

Facciamole 5 domande: Chi sei e cosa fai nella vita? Sono una trentenne curiosa del perché delle cose, con l’interesse per l’arte, la grafica e i viaggi. Dopo la laura in Disegno Industriale ho preferito accrescere le mie conoscenze, cedendo il passo al design di interni per esplorare il mondo del design del web. Dopo qualche anno, insieme a Eleonora e Jacopo, ho aperto una web agency, KeepUp, che tuttora riempie a pieno le nostre giornate.

Da cosa è nata l’ispirazione per il logo vincitore di Pistoia Capitale 2017? Pistoia mi è sempre apparsa come una città di passaggio, vista spesso e ingiustamente come luogo dove ci si imbatte per sbaglio e mai considerata una meta. In realtà Pistoia è ben altro, è uno scrigno ricco di storia, di bellezze artistiche e architettoniche, un luogo appartato dove si apprezza l’essenza e il tempo lento delle piccole città toscane. Le tre cerchie murarie che caratterizzano la città, per secoli, sono state un elemento di isolamento ed è come se questa conformazione fisica avesse dettato un po’ il carattere di Pistoia, che per molto tempo è rimasta chiusa in sé stessa. La città però negli ultimi anni ha saputo rimboccarsi le maniche ed è riuscita a farsi conoscere e a sconfinare oltre le proprie mura. L’ispirazione del logo si basa sul “passaggio che genera nuovi stimoli”. La città è un punto di incontro e di scambio, è attraversata da cittadini, da turisti, da manifestazioni e da iniziative culturali ed ogni passaggio è come se modificasse la città, che così si arricchisce di tutto ciò da cui è attraversata e può in questo modo uscire dai propri confini. I tratti che danno vita al logo hanno origine dalle tre cerchio di mura cittadine, che si prolungano per cercare dei punti di contatto, trasformandosi da elemento di chiusura in simbolo di apertura. Le linee infatti seguono l’andamento reale della prima e della seconda cerchia di mura ed ogni tratto però non si chiude su se stesso, anzi si estende per dar vita ad un’intersezione di strade. La terza cerchia di mura taglia i tratti e se ne percepisce solo il contorno. Cosa ti aspetti dalla manifestazione e che ritorni credi ci saranno sul territorio? Come tutti, sono curiosa di sapere cosa c’è in programma per il prossimo anno. Ho grandi aspettative per il 2017. Spero che Pistoia riesca a mettersi a nudo, a farsi conoscere intimamente e che trovi il modo di diventare, non solo per un anno, un’importante snodo culturale. Credo che questa manifestazione sia stimolante, non solo per il territorio, ma anche per i cittadini. C’è bisogno, come pistoiesi, di tornare ad interessarsi dei nostri luoghi e di tutto ciò che la città ha da regalare. Se non avverrà questo, se lo spirito di apertura non partirà in primis dai cittadini, ci negheremo molte possibilità di crescita, da quelle economiche a quelle umane. Se tu potessi scegliere degli eventi e dei nomi per la programmazione, quali sarebbero? Pistoia trasuda arte. Mi piace scoprire cose nuove della mia città e visitare posti per me ancora sconosciuti. Proprio per questo spero che alcune perle artistiche di Pistoia vengano rimesse in luce. Inoltre mi piacerebbe che Pistoia fosse più fruibile per i turisti (e non solo), che venissero creati dei percorsi interattivi, per aiutare il visitatore nella scoperta della città e dei territori più eclissati, come la montagna pistoiese. Un evento che mi piacerebbe veder realizzato è legato agli artisti pistoiesi del ‘900 e a quelli contemporanei. Sarebbe interessante ricreare un percorso itinerante, che sfoci al di là dei musei e che esca fuori, in strade e piazze, dove alcune installazioni sappiano raccontare la storia che sta dietro ad ogni artista e ad ogni opera. Come e dove ti vedi tra 20 anni? Tra 20 anni non so dove sarò, ma non mi importa saperlo. Di sicuro avrò visitato molti posti nel mondo, mi sarò arricchita di ogni esperienza e avrò imparato un sacco di cose in più.

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