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Filo Vals: il nuovo album dal respiro internazionale

Filo vals
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Scritto da Elena Barbati

Con un’impronta stilistica inconfondibile che lo rende ben riconoscibile all’ascolto, il giovane cantautore romano Filippo Valsecchi ha pubblicato il suo album d’esordio, FILO VALS (Papaya Records/Sony Music Italy).

Un progetto discografico dal respiro internazionale realizzato in quattro lingue, con tracce in italiano, spagnolo, inglese e francese.

A cura di Elena Barbati

Ciao Mr.World! Benvenuto su UAU Magazine. Da quale esigenza nasce l’idea dell’album FILO VALS con canzoni in quattro diverse lingue?

L’esigenza è puramente di coerenza artistica, se devo raccontare me stesso, lo faccio attraverso la mia identità europea. Da qui parte la decisione di proporre un progetto in quattro lingue.

In quale canzone dell’album ti rispecchi maggiormente e quale consigli di ascoltare come prima traccia per conoscerti meglio?

Avendole scritte tutte non posso negare che c’è del mio in ogni brano del disco. Se proprio devo sceglierne uno da dare come antipasto per conoscere il progetto direi probabilmente Occasionale visto che contiene quel giusto equilibrio tra sarcasmo e serietà, tra profondità e leggerezza.

Essere apprezzati su larga scala è sicuramente una soddisfazione enorme, ma anche una grande responsabilità: come trovi il giusto equilibrio tra le tue idee e le aspettative del panorama musicale italiano e internazionale?

In piena onestà le aspettative del panorama musicale italiano o internazionale non le conosco e non sono interessato a scoprirle. La vera responsabilità per me è quella di continuare a fare questo lavoro guidato dalla passione per la musica che mi emoziona e dalla curiosità nello sperimentare con i generi e i suoni che mi fanno ballare l’anima.

Il brano che ha anticipato l’uscita di FILO VALS è Insonne. Come in un flusso di coscienza messo in musica, naufraghi tra i tuoi pensieri, rifletti sulla solitudine, sull’angoscia, sull’amore mentre tutto il mondo dorme. Come nasce questa canzone?

Da un disturbo, quello dell’Insonnia che da quando sono piccolo mi da difficoltà ad addormentarmi la notte. L’idea era di raccontarlo esprimendo l’unica cosa che mi fa compagnia in quei casi…la mia solitudine.

La tua scrittura si dimostra intima e incisiva, in grado di trasmettere a chi la ascolta esattamente quello che vuoi comunicare. Ancora una volta la musica sembra essere lo strumento più efficace per raccontarsi, è così anche per te?

Sì per me la musica è allo stesso tempo un sacco da Boxe con il quale sfogo le mie emozioni e uno strumento che delibera i miei flussi di coscienza. Mi fa sentire libero, leggero e lucido nell’esprimere ciò che sento.

Mr. World ha fatto conoscere Filo Vals al grande pubblico italiano e internazionale. Ma quand’è che hai capito che nella vita avresti voluto lavorare nella musica? Ci racconti i tuoi inizi?

A dire il vero è proprio Mr.World il brano che mi ha fatto capire che nella vita avrei voluto lavorare nella musica e soprattutto metterci la faccia. Ho iniziato a suonare la chitarra che ero un bambino, avevo cinque anni ma gli artisti con cui sono cresciuto mi sembravano (e mi sembrano ancora tutt’oggi) inarrivabili. M’immaginavo a fare un lavoro dietro le quinte, non sul palco…e invece!

Un talento poliedrico che non si limita a comporre testo e musica, ma anche a scrivere e dirigere i videoclip delle canzoni. Un esempio è proprio Insonne, che ti vede anche interprete in compagnia una chitarra e un pianoforte in mezzo al mare. Hai anche fondato una tua etichetta discografica, Papaya Records. Tutti elementi che fanno pensare che tu stia viaggiando in direzione dell’indipendenza. È così?

In realtà il viaggio è iniziato nell’Indipendenza, ma quella vera, intrinseca: pubblicavo, finanziavo e distribuivo con la mia etichetta Papaya Records di cui ero l’unico dipendente, era una sorta di Start-Up. Poi per fortuna in questa Odissea si è imbarcata con me la Sony con la quale ad oggi ho un contratto in Licenza ed è stato un grandissimo salto in avanti per la mia carriera.

Musica e Social Media: odi et amo. Qual è il tuo rapporto con i Social Networks? É curioso che tu segua solo un account, il naturalista britannico David Atten Borough.

I social Networks è inutile nasconderlo: oggi sono fondamentali. Però è anche inutile nascondere che sono pieni e stracolmi di superficialità e cose che ti fanno perdere del tempo prezioso. Per questo seguo solo David Attenborough, per limitare i danni. È una persona seria, con contenuti intelligenti e degni d’importanza quale il suo amore per l’Ambiente e il nostro pianeta.

Concludiamo questa chiacchierata così, con la nostra domanda UAU: hai un sogno nel cassetto, un’esperienza che vorrai fare prima o poi, anche se al momento ti sembra impossibile da realizzare?

Se proprio devo sognare, sogno un Tour Mondiale, anche di piccoli club, poco importa. Però sogno di ricominciare a viaggiare e fare concerti, due cose che mi mancano tremendamente e due motivi essenziali per i quali ho scelto di fare questo lavoro.

E noi te lo auguriamo con tutto il cuore, buona musica!

Filo vals cover

Elena Barbati

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