L'Editoriale

Elena Sinimberghi: “Essere felici è essere liberi di essere chi siamo senza ipocrisia e vergogna.”

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Scritto da Irene Pagnini

A tu per tu con Elena Sinimberghi, Vicesindaco e Assessore Comunale con delega all’Istruzione, all’Edilizia scolastica, alla Cultura e al Turismo nel Comune di Monsummano Terme.

A cura di Irene Pagnini

Parlaci di te, della tua storia personale, della tua esperienza politica… In breve: chi è Elena Sinimberghi?

Mi chiamo Elena Sinimberghi, ho 38 anni e sono una libera professionista: lavoro in uno studio di ingegneria strutturale che tratta di progettazione antisismica e contenimento energetico e ho, quindi, la fortuna di fare ciò per cui ho studiato. Vivo con Giulia, la mia compagna di vita e di sogni e con il nostro bellissimo gatto, Cispi. La politica è per me soprattutto una grande passione che, oggi, occupa una bella fetta della mia vita. Faccio politica più o meno dal liceo e sono convinta che esista una politica di presenza e testimonianza che si faccia vivendo la propria vita in coerenza con i propri principi.

Se fare politica viene naturale e non pesa allora ritengo che si possa decidere di mettersi a disposizione per gli altri. Questo per me significa fare politica attiva. La politica per me è un servizio.

La mia vita politica è iniziata da militante, prendendo la tessera del PD nel 2009 vivendo da sempre le feste dell’unità e stando tra la gente. Per lavoro, dopo la laurea, sono andata a vivere a Monsummano Terme e alla tornata elettorale del 25 Maggio 2013 sono stata eletta come Consigliare Comunale nella lista del PD.
Per quasi due anni ho fatto il Capogruppo di Maggioranza e dal 2015 sono stata nominata Assessore con delega all’Istruzione, alla Cultura e allo Sport. Ormai Monsummano mi ha adottata e,così, alla tornata elettorale del 26 Maggio 2019 sono stata di nuovo eletta come Consigliare Comunale per il PD e sono stata nominata Vicesindaco e Assessore Comunale con delega all’Istruzione, all’Edilizia scolastica, alla Cultura e al Turismo dall’attuale Sindaco Simona de Caro, che per me, è prima di tutto un’ amica con cui in questi anni ho combattuto tante battaglie fuori e dentro il PD, tra cui le primarie per la sua candidatura a Sindaco.

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Elena Sininberghi, Simona De caro (Sindaco di Monsummano Terme) e Marco Niccolai (Candidato al Consiglio Regionale della Toscana)

Credi che oggi parlare di valori di destra e sinistra abbia ancora un senso, e se sì, sono gli stessi valori di 50 anni fa?

La domanda è assai complessa, mi faccio coraggio e provo a rispondere. Penso che la politica tutta stia vivendo una grave crisi di sistema indotta in primo luogo dalla globalizzazione e dalla ipercompetitività del modello dominante. Viviamo in un’ Era pirandelliana in cui tutto è possibile, tutte le assurdità possono essere spacciate come verità fino a prova contraria e dove le credenze si confondono con la scienza (l’esistenza dei terrapiattisti per me è emblematica in questo senso…). Per offrire governabilità la politica, che da sempre indica i modelli di società possibili, ha dato soluzioni non sempre facili da comprendere per gli elettori. Abbiamo visto destra e sinistra governare insieme, in Germania c’è stata la Große Koalition mentre in italia abbiamo avuto “le larghe intese” e adesso abbiamo il M5S che si definisce privo di ideologie e capace di governare sia con i partiti di destra che con quelli di sinistra.

Tuttavia, parlando con le persone, credo che ci sia una profonda spaccatura tra l’elettorato di destra e quello di sinistra perché la maggioranza delle persone sente il bisogno di essere compreso, ascoltato e quindi rappresentato dai politici e lo dico chiaramente: essere di sinistra oggi non è per niente facile.

La sinistra dovrebbe non vergognarsi di essere transnazionale: dovremmo comprendere che senza una vera cultura cosmopolita, europeista, la xenofobia e la paura saranno sempre più dilaganti. Quello che sta succedendo in USA e la risposta con il movimento “Black Lives Matter” non possono lasciarci indifferenti. La sinistra deve essere la casa dei movimenti che lottano per l’ uguaglianza, la libertà e la dignità umana.

La sinistra deve essere ecologista, farsi portavoce di un nuovo corporativismo in difesa dell’ ambiente: il riscaldamento globale e il cambiamento climatico non sono temi da trattare timidamente.

La sinistra deve dare altre sì una risposta forte al mondo del lavoro, facendosi portavoce dei nuovi poveri, in larga parte p.iva e di intere famiglie che vivono in una situazione di precariato permanente, nonostante un alto livello d’istruzione.

In sintesi sì, esistono ancora differenze tra destra e sinistra: slogan come “Prima io e poi te” non possono essere pronunciati o assecondati da una donna o un uomo di sinistra. Mai.

Nell’indicazione di voto credi che debba prevalere il progetto politico del partito o VALORE della persona?

Credo che il candidato debba essere colui che meglio rappresenti il progetto politico: sostengo convintamente Eugenio Giani perché non c’è angolo della Toscana che lui non conosca e perché è stata una scelta condivisa, frutto di sintesi di un progetto complesso.
Qua c’è in ballo la Toscana, che non è terra da salvare o liberare, a liberarla ci ha pensato la generazione del mio nonno più di 70 anni fa! Si parla del futuro della nostra terra, non una poltrona da dividere tra Firenze e Bruxelles. Serve una figura capace di rappresentare tutti i toscani, una figura consapevole di cosa voglia dire fare il governatore di una delle regioni più prospere d’ Italia. Eugenio conosce ogni Comune, sa quali sono le potenzialità della Toscana ed è consapevole delle le sue debolezze. Non credo nell’uomo solo al comando, né in chi vive la politica come un atto di fede.

Vedi la politica come missione o come ambizione personale, o ritieni che il primo ambito non escluda necessariamente il secondo…?

La politica è un servizio che si decide di prestare per passione: puoi non occuparti di politica ma la politica si occuperà sempre di te.
L’ ambizione ci deve essere ma deve essere collettiva e non personalistica: insieme si definiscono i risultati, insieme si lavora per trasformare le idee in fatti.

Qual è, se c’è, il politico nella storia della politica Italiana al quale ti ispiri?

Penso che in Italia sia difficile per una donna non ispirarsi a Nilde Iotti: basta leggerne la bibliografia e i discorsi pronunciati in momenti fondamentali come quello del referendum sul divorzio per capire che lei era lì per tutte noi donne italiane di ieri, di oggi e di domani.

E adesso una domanda personale con cui concludere questa chiacchierata… noi la chiamiamo domanda UAU: hai un sogno nel cassetto, un’esperienza che vorrai fare prima o poi nella vita, anche se al momento ti sembra impossibile da realizzare?

Diciamo che ho talmente tanti sogni che non mi bastano i cassetti. Per ora posso dire che tutti i sogni che avevo li sto realizzando insieme alla persona che amo. Si parlava della differenza tra destra e sinistra? Se avesse governato la destra nel 2016 la legge 76 non sarebbe stata approvata.
Scusate ma per me questo non è per nulla banale perché per essere felici bisogna essere liberi di amare ed essere chi siamo senza ipocrisia e vergogna.

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Elena Sinimberghi con il Candidato alla Presidenza della Regione Toscana Eugenio Giani

Per approfondimenti su Elena Sinimberghi

Facebook: www.facebook.com/Elena-Sinimberghi-Vice-Sindaco

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