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A tu per tu Toscana

Alessandro Capecchi: “Un partito non è forte perché vince, ma vince perché è forte”

alessandro capecchi
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Scritto da Irene Pagnini

A tu per tu con il Candidato di Fratelli D’Italia, Alessandro Capecchi. Elezioni Regionali, Toscana. 20-21 Settembre 2020.

A cura di Irene Pagnini

Parlaci di te, della tua storia personale, della tua esperienza politica… In breve: chi è Alessandro Capecchi?

Le mie origini sono orgogliosamente nazionalpopolari, sono nato in un quartiere della periferia (all’Immacolata) da Babbo Alvaro (impiegato)  e mamma Ersilia (inserviente all’AIAS) ed ho una sorella più grande, Federica.

Ricordo ancora che non avevamo il telefono in casa, e per chiamare o rispondere dovevamo andare dalla zia di mia mamma, la porta accanto. 

A 12 anni sono tornato a stare a Piteccio, dove i miei hanno (faticosamente!) acquistato la nostra prima casa, grazie ad un piano peep finanziato con mutui che all’epoca arrivavano al 20% di interessi… Ricordo anche mamma che andava a lavorare in bici (per risparmiare) e il babbo che affiancava altri lavoretti al proprio per arrotondare.

Sono quindi cresciuto nell’alta val d’Ombrone ed è stato proprio lì, con il locale Comitato e nel Circolo del paese, che ho iniziato ad occuparmi della cosa pubblica, ma già alle superiori (fatte al Pacini) avevo dato i primi segnali di interesse per un ragionamento che andavo oltre l’io, per il noi.

Poi un giorno, era la fine del 1997, uscii di casa ed a mia madre che mi chiedeva dove andassi con lo zaino in spalla risposi: a far politica!

La sera ci fu un po’ di discussione in casa, ma alla fine prevalsero – come sempre – la fiducia e la libertà, ed i miei accettarono (non so quanto di buon grado, perché la mamma era di sinistra e il babbo un orfano della DC) che mi impegnassi a Destra, per Alleanza Nazionale.

Diventai quindi Consigliere Comunale per la prima volta nel 1998 e sono stato rieletto per 4 mandati, di cui una volta – storica – come Candidato Sindaco; correva l’anno 2007 e rammento bene l’emozione del ballottaggio, la tensione, l’improvvisa popolarità, un risultato a suo modo storico. 

Poi nel frattempo sono divenuto prima Avvocato e poi babbo di Bianca e Giovanni… le mie gioie più grandi.

Infine nel 2017, dopo la straordinaria vittoria di Tomasi, 3 anni di impegno molto più duro come assessore (con tante deleghe), perché  non è certo facile coniugare l’amministrazione di un comune di quasi 100.000 abitanti con il lavoro di un professionista…

Accanto a questo percorso, amministrativo, ho accompagnato per larghi tratti di vita anche un impegno politico più puro, prima in AN e poi nel PDL, prima del ritorno a FDI, di cui oggi sono responsabile regionale degli eletti; e anche un impegno nel sociale, come volontario alla Casa Famiglia di S. Anna e come donatore.

alessandro capecchi

Credi che oggi parlare di valori di destra e sinistra abbia ancora un senso, e se sì, sono gli stessi valori di 50 anni fa?

Certo che ha senso. Perché i valori si evolvono, come il costume,. ma per me intorno ad alcuni cardini immutabili.

L’approccio spirituale alla vita, la capacità di riconoscersi in una storia che fa di un gruppo di donne e uomini una comunità viva, la capacità dell’uomo di modificare ciò che lo circonda nella ricerca costante di un equilibrio, la consapevolezza della debolezza umana ma anche dell’infinita forza che abbiamo dentro, sono coordinate di fondo che cerco di applicare in ogni aspetto del mio impegno pubblico, e che ricerco nelle posizioni di chi mi rappresenta in Parlamento. 

Nell’indicazione di voto credi che debba prevalere il progetto politico del partito o VALORE della persona?

Io credo che all’interno di ogni progetto politico, se genuino, vi sia del buono. E all’interno di ciascun gruppo politico, vorrei dire sociale, vi siano persone che più di altri meritino e possano portare avanti quel progetto con serietà, competenza, impegno e passione. Sta ai cittadini (e starebbe ai partiti) selezionare la miglior classe dirigente di ogni schieramento, nell’interesse generale. Se poi prevale l’indignazione o la delusione e si rinuncia al voto, e a scegliere, si prende ciò che ci tocca. perché puoi scegliere di non occuparti della politica, ma la politica si occuperà sempre di Te.

Comunque non vedo dicotomie in questo ragionamento; un partito non è forte perché vince, ma vince perché è forte, radicato, composto da persone che si confrontano per migliorare le cose, mutuando anche le buone idee di altri.

Vedi la politica come missione o come ambizione personale, o ritieni che il primo ambito non escluda necessariamente il secondo…?

Nel porsi al servizio di una comunità vi è sempre un aspetto personale, di realizzazione di sé e del proprio sentire, ma non c’è dubbio che la politica sia – se genuina e sentita – una delle attività più nobili che vi sia. Soprattutto in ambito locale questo tratto emerge con evidenza: penso ai sindaci ed agli amministratori dei piccoli comuni, che pure hanno responsabilità importanti e che sono sul territorio H24 per il bene di tutti, senza avere di fatto alcun ritorno se non la soddisfazione di contribuire al benessere della propria comunità. Solo chi conosce le difficoltà, le mille norme, della Pubblica Amministrazione sa quanta soddisfazione possa dare anche il più piccolo traguardo.

Qual è, se c’è, il politico nella storia della politica Italiana al quale ti ispiri?

Sembra banale detto da me, oggi, ma nel panorama politico nazionale credo che Giorgia Meloni rappresenti molti dei valori e delle capacità a cui da sempre mi ispiro. Conosco Giorgia da quasi 20 anni e fu lei, nel 2007, ad inaugurare il mio Comitato Elettorale come Candidato Sindaco. Ha fatto una crescita straordinaria, e con caparbietà, coerenza e tenacia ha riportato la Destra politica italiana su posizioni che molti ritenevano irraggiungibili. L’amore per la nostra terra, la capacità di assumersi responsabilità e obiettivi, la determinazione e un eloquio chiaro e netto ne fanno un modello a cui ispirarsi sempre; anche nell’errore, anche nell’eccesso, che sa sempre comprendere (come l’ultima sua arrabbiatura contro Conte divenuta fonte di tantissimi meme sui social) e affrontare con il sorriso di chi è forte delle proprie idee e delle proprie radici.

E adesso una domanda personale con cui concludere questa chiacchierata… noi la chiamiamo domanda UAU: hai un sogno nel cassetto, un’esperienza che vorrai fare prima o poi nella vita, anche se al momento ti sembra impossibile da realizzare?

Ti sembrerà strano ma a me sarebbe sempre piaciuto fare il giornalista, avendo però il tempo di poter leggere, indagare, verificare le fonti e poi scrivere… e perché no, scrivere un libro (in Italia scrivono tutti, prima o poi), traendo dalla mia esperienza personale, dal mio vissuto, fatti, personaggi e aneddoti su cui far riflettere. E sorridere.

Chissà che un giorno non mi metta davvero a raccontare qualcosa, partendo dalla storia recente di Pistoia…magari ne verrebbero fuori delle belle!

Per il momento sono concentrato sulle elezioni e sul proseguire un cammino iniziato molti anni fa. Di cui voglio scrivere, con i fatti, altri capitoli importanti.

alessandro capecchi

Alessandro Capecchi in un Ph di Filippo Basetti (ogni utilizzo e riproduzione è riservata)

 

Per approfondimenti su Alessandro Capecchi

www.alessandrocapecchi.com

Facebook: https://www.facebook.com/alessandro.capecchi.pistoia/

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