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A tu per tu Toscana

Elena Chiti: “Missione e ambizione personale in politica sono un potenziale di stimoli infiniti.”

elena chiti
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Scritto da Irene Pagnini

A tu per tu con la Candidata della Lega per Salvini Premier, Elena Chiti. Elezioni Regionali, Toscana. 20-21 Settembre 2020.

A cura di Irene Pagnini

Parlaci di te, della tua storia personale, della tua esperienza politica… In breve: chi è Elena Chiti?

Sono pratese DOC, nel senso che sono nata a Prato e ci ho sempre vissuto ma fin da bambina ho avuto la possibilità di conoscere e apprezzare anche i Comuni della Provincia di Prato, in particolare Carmignano dove è nata mia madre e la vicina Poggio a Caiano, oltre alla laboriosa Montemurlo, dove è nato mio padre.

Non riesco a stare ferma un attimo perché la mia curiosità mi spinge ad imparare costantemente cose nuove e a fare nuove esperienze. I miei interessi spaziano infatti dalla politica e dalla storia alla filosofia, dalla psicologia e dalla comunicazione alla tecnologia e adoro l’arte, il cinema, la letteratura e la cultura in generale, perché ritengo che l’individuo riesca a superare i propri limiti attraverso la creazione artistica, per realizzare un opera che possa essere condivisa con gli altri in qualunque epoca.

Sono laureata al DAMS in storia e critica del cinema, adoro viaggiare e lavoro nelle telecomunicazioni.

elena chiti

La politica è sempre stata una delle mie principali passioni e l’ho sempre seguita con attenzione ma ho deciso di partecipare attivamente alla vita politica nel 2016, perché profondamente dispiaciuta dalla situazione di crisi economica che aveva colpito l’Italia e la Toscana e a causa del degrado materiale, culturale e della perdita di sicurezza che stavamo vivendo sotto molti aspetti.

Ho iniziato la mia esperienza politica nella Lega e ad essa sono rimasta fedele perché ne condivido idee e proposte.

Mi sono iscritta alla Lega Nord nel 2016 ma frequentavo il partito già da un anno e nel 2018 sono diventata militante. Nello stesso anno sono stata eletta Consigliere comunale a Poggio a Caiano e l’anno successivo sono diventata dirigente di partito e lo sono tuttora, ricoprendo le cariche di responsabile provinciale amministrativo e del tesseramento nel partito rinominato Lega per Salvini Premier.

Credi che oggi parlare di valori di destra e sinistra abbia ancora un senso, e se sì, sono gli stessi valori di 50 anni fa?

Il mondo è in costante evoluzione e di conseguenza anche la politica lo è. Destra e sinistra sono definizioni che fungono da contenitori ideologici, ancora oggi esistono distinzioni e differenze anche profonde tra destra e sinistra ma continuare ad utilizzare queste due definizioni causa spesso fraintendimenti grossolani perché spesso ci si riferisce ad una destra o a una sinistra del passato che si sono evolute fino a diventare quasi irriconoscibili rispetto ai valori che incarnavano 50 anni fa. Oggi ad esempio, in Italia, molti lavoratori si sentono maggiormente tutelati dalla cosiddetta destra, molto più vicina alla realtà e ai problemi della vita quotidiana rispetto alla cosiddetta sinistra radical chic, che finge di occuparsi dei problemi delle classi meno abbienti ma di cui ha spesso solo sentito parlare nei propri salotti.

Vedi la politica come missione o come ambizione personale, o ritieni che il primo ambito non escluda necessariamente il secondo…?

Come dicevo prima ho iniziato la mia attività politica se non proprio come missione almeno come senso di ribellione ad uno stato di cose che cominciavo a ritenere insopportabili o ingiuste come la crisi economica, l’assenza di sicurezza e lo stravolgimento di molti valori sociali e culturali che ci avevano sempre identificato.

Non credo che il senso di missione e l’ambizione personale in politica siano necessariamente in contrasto l’una con l’altra, anzi credo che quando riescono ad integrarsi in maniera sana si completano a vicenda, creando un potenziale di stimoli infiniti.

L’eccesso di ambizione personale però può essere causa della propria rovina e quello che apprezzo molto della Lega è lo spirito di squadra che ci spinge ad andare avanti insieme.

Qual è, se c’è, il politico nella storia della politica Italiana al quale ti ispiri?

In realtà mi ispiro a numerose figure della storia nazionale e internazionale. Negli ultimi decenni Bettino Craxi, al di là delle controverse vicende che hanno segnato l’epilogo della sua carriera politica e della sua vita, è stato uno degli ultimi veri grandi statisti a cui guardo con grande attenzione e di cui mi hanno sempre colpito il carisma e la lungimiranza, ricordo sempre che riguardo all’ingresso dell’Italia nell’Unione Europea fu uno dei pochi politici ad esprimersi con chiarezza, affermando che l’UE per l’Italia sarebbe stata un limbo nella migliore delle ipotesi oppure un inferno nella peggiore delle ipotesi.

Ci sono anche figure femminili a cui mi ispiro, anche perché sono state delle vere e proprie pioniere nel mondo della politica, fra queste ricordo con ammirazione Nilde Iotti, Indira Ghandi e Margaret Thatcher, donne molto diverse tra di loro e che hanno operato in paesi altrettanto diversi tra loro ma che hanno condiviso il grande compito di aprire le porte dei palazzi della politica anche alle donne.

Inoltre le importanti esperienze politiche di Winston Churchill, che guidò il Regno Unito verso la vittoria durante la seconda guerra mondiale e del Presidente Roosevelt, che attraverso il New Deal formulò un piano di riforme economiche e sociali che consentirono agli Stati Uniti di superare la tremenda crisi economica degli anni trenta, sono per me una costante fonte di ispirazione.

Ho citato quindi grandi personalità, appartenenti a orientamenti politici anche diversi tra di loro, perché ritengo che sia fondamentale mantenere sempre viva un’apertura mentale che ci permetta di attingere dalle idee dei grandi uomini e donne del passato.

E adesso una domanda personale con cui concludere questa chiacchierata… noi la chiamiamo domanda UAU: hai un sogno nel cassetto, un’esperienza che vorrai fare prima o poi nella vita, anche se al momento ti sembra impossibile da realizzare?

Il primo sogno nel cassetto consiste proprio nel riuscire a fare il maggior numero di esperienze possibili, perché solo attraverso le esperienze è possibile continuare ad imparare! Tra gli altri sogni nel cassetto c’è ovviamente quello di poter proseguire la mia esperienza politica, magari proprio in Consiglio regionale, dove potrei finalmente lavorare ai miei progetti per la Toscana e in particolare per la Provincia di Prato e vorrei riuscire a trovare anche il tempo per terminare un romanzo che ho già iniziato a scrivere.

elena chiti

 

Per approfondimenti su Elena Chiti

Facebook: www.facebook.com/votaelenachiti

Instagram: Elena Chiti (votaelenachiti)

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