Rubrica | Uau Talent

Filippo Biagioli: “La pittura e l’Arte Tribale e Rituale”

filippo biagioli
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Scritto da Filippo Basetti

Filippo Biagioli intervistato da Filippo Basetti per la rubrica “Uau Talent

Conosco Filippo Biagioli da quasi 40 anni, l’ho conosciuto da piccolo perché sua nonna abitava vicino casa mia. Poi, per anni l’ho perso di vista e non ho saputo più niente di lui, fino a quando l’ho ritrovato sul web. Non ricordo su quale portale, forse il primo myspace. Il lavoro artistico di Filippo è un lavoro genuino, puro, sanguigno e potente, ancestrale se vogliamo definirlo meglio.

Rimango affascinato dal suo rigore, dall’essere se stesso a tutto tondo e nella vita. Filippo Biagioli: uomo, amico e artista indefesso. 

Chi è Filippo Biagioli?

Oggi sono felice di rispondere che Filippo è una persona che è riuscita a concretizzare quello che sognava fare. Le mie opere ormai si trovano in collezioni, musei, fiere, case d’asta. Questo ha contribuito allo svilupparsi di una cerchia di collezionisti e addetti ai lavori che mi permettono di essere libero di svegliarmi la mattina e di fare ciò che desidero, senza dover assecondare le logiche di mercato o di estetica contemporanee. Per chi mi conosce da vicino sembrano parole assurde (e come dar loro torto), ma io son contento di quello che faccio e sono in assoluta “armonia” con me stesso e con il mondo. 

intervista di filippo basetti

Da quanto lavori nel mondo dell’Arte?

Ho raggiunto i 20 anni di carriera circa 2 anni fa. Non saprei affermare se questi anni sono passati in maniera lenta o veloce, ma posso dirti che non avevo la percezione di quanto io avessi lavorato. Quando l’Arte coinvolge tutto il giorno la tua vita, come nel mio caso, non riesci ad avere un buon metro di giudizio. Quando mi sono fermato e ho raccolto tutto il materiale per realizzare il mio primo catalogo ragionato delle opere, mi son reso conto di aver fatto tantissimo lavoro. Non solo come opere d’arte vere e proprie, ma anche come studi, appunti e documentazione.

filippo biagioli

Cosa ti ha spinto a fare l’Artista?

Bella domanda. Non lo so di preciso e non so bene nemmeno come rispondere in maniera esauriente. Ho iniziato a usare tele e pennelli durante una lunghissima convalescenza dopo un incidente e ho capito che mi sarebbe piaciuto farlo diventare il mio lavoro. In seguito, mi sono impegnato per raggiungere lo scopo.

filippobiagioli

A chi ti ispiri o quali sono gli Artisti che ti piacciono in particolar modo?

Il mio lavoro è diviso in due aree (però molto spesso dialogano tra loro): la pittura e l’Arte Tribale e Rituale. La pittura intesa come “dipingere su tela o altri supporti” è per me come una pagina di diario bianca da riempire. La uso per scherzare, fare ironia o denunciare ciò che accade intorno a me. Ritengo che la comunicazione on-line al tempo dei social sia pessima e deleteria. La gente spesso risponde leggendo solo il titolo di un post e lo fa anche superficialmente. Inoltre di un discorso va a cogliere solo la microscopica parte che attira la sua ira, ignorando il significato complessivo del ragionamento. Così facendo, quasi sempre ogni conversazione si trasforma in una “rissa virtuale”, che lascia solo rabbia e frustrazione negli utenti. A tutto ciò ho ovviato con la pittura: scrivo su tela il mio post. Questo dà l’opportunità alle persone di apprezzare o dissentire (perché è giustissimo che ognuno abbia le proprie idee), ma la replica non sarà istantanea, urlata e con una tastiera, ma sarà senza dubbio a seguito di una riflessione. Riguardo alla pittura mi piace moltissimo il movimento dell’Art Brut e dell’Arte Analphabetic Art. Credo si veda bene.

filippo biagioli

L’Arte Tribale e Rituale invece occupa quasi tutto il mio tempo di lavoro. Molto più complessa dei dipinti-diario, per fare questo servono nell’Artista molti fattori che vanno a incastrarsi insieme. In questo caso, non si parla di ispirazione, ma di Geometria Sacra, Sacre Scritture, libri antichi, studi alchemici e un tris di lingue che bisogna per forza affrontare (e nel mio caso: tanta difficoltà e scarsi risultati). Sono molto più di 20 anni che studio tutto ciò e ancora ammetto che errori ne faccio, perché non si finisce mai di imparare.

Quali sono i media che usi per esprimerti?

Per dipingere amo molto i pennarelli, i pastelli, gli acrilici, soprattutto su tela (quella a spessore fine) e tavole in legno. Quasi sempre i miei lavori sono in tecnica mista. Per l’Arte Tribale e Rituale uso ciò è richiesto dalla lavorazione: leghe metalliche alchemiche, legno, calcestruzzo, Carta Rituale che mi faccio in casa, stoffa e tanto altro. Il problema è che certe volte devo andare a scandagliare mezzo mondo per trovare l’esatto materiale che mi serve.

Prediligi qualche tecnica particolare?

Mi piace molto la Scrittura Rituale. Non posso specificare di preciso cos’è, ma la adopero per molti miei Libri Sacri fatti a mano. Mi soddisfa molto anche la modellazione del calcestruzzo, anche se per me è molto complicata, e la lavorazione della stoffa. 

Quali sono i progetti artistici o le opere in cui ti riconosci e perché?

Mi riconosco più o meno in tutto quello che faccio, dalle mostre ai libri che scrivo, agli articoli che pubblico. Ma in particolar modo percepisco come un “progetto artistico” la realizzazione dell’Opera Rituale. Si vanno a cercare documenti, si studia, si cerca il materiale e si realizza e si colloca nel luogo per cui è stato creato. Di solito, quando va bene, passa minimo un anno. Mi ci riconosco, perché è un intero processo di creazione, che ti arricchisce.

 

Hai progetti in corso o futuri di cui ci vuoi parlare?

Volentieri. In corso in maniera continuativa, sebbene con tutti i problemi e le limitazioni del caso dovuti all’emergenza sanitaria, ne ho due.

Il primo è il programma OnArt su Radio Onda Novara che va in onda in diretta, ogni lunedì alle ore 11.00 e in replica alle ore 21.00 del martedì. In questo spazio ho una rubrica di alcuni minuti dedicata alle notizie di Arte più particolari. Pablo Carrara, il conduttore, invece ha un argomento principale di cui parla tutta la puntata. L’ altro progetto, invece, è in parte legato alla radio ed è la riapertura del mio canale Youtube, che adoperiamo come archivio on line degli argomenti trattati nel programma radio e dei miei video d’archivio. Inoltre ne sto producendo di nuovi, che vanno a integrare la documentazione che ogni tanto pubblico sul mio blog. Riguardo ai progetti futuri, avevo una fiera negli USA e alcune mostre in Ucraina e in Giappone. Tutto saltato a causa del coronavirus, della guerra commerciale USA-Cina e dall’embargo contro la Russia. In Italia avevo un’altra esposizione in una storica galleria, posticipata a data da destinarsi, come anche la collocazione di due opere pubbliche. Rimangono attive per adesso, la raccolta fondi (di cui sono ancora disponibili sei opere), che ho realizzato insieme all’amico e artista Andrea Mattiello, per la lotta al Covid 19 e una grande mostra di Arte Rituale in Italia, quando tutto finirà.

Domanda UAU: Qual è il tuo look, il tuo piatto preferito e la tua canzone preferita?

Fili… ahahah che domande fai? Riguardo al look… nel novanta per cento del mio tempo ho la tuta da lavoro, il resto, ho il pigiama. Le poche volte che esco, mi metto senza protestare quello che mi compra mia moglie. Ho gusti dark e gotici, ma la mia “metà” non sembra gradire e non vuole che io vada in giro con quello che mi piace.

Non ho un piatto preferito; ho fatto di nuovo amicizia con il cibo da un paio di anni. Sono tanti anni che mangio senza avere fame e, in questi casi, al gusto non ci fai molta attenzione. In linea di massima, però, vivrei solo mangiando  zucchero. Cosa in effetti, che in piena anoressia, ho fatto per un periodo. 

Canzone preferita… domandone… Amo il Black metal, il Death, la musica Classica e Fabrizio De Andrè. Se proprio devo scegliere, direi “You will know my name” degli Arch Enemy (che è il sottofondo della mia rubrica in radio). Altrimenti un pezzo qualsiasi dei Brujeria…

Grazie Fili, Grazie UAU.

Per saperne di più: www.filippo-biagioli.com

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