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Allucinogeni e musica: la summer of murder a Cielo Drive

eccidio di cielo drive
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Scritto da Irene Pagnini

Siamo nel 1969, in California. Siamo nel bel mezzo della celeberrima Summer of Love, ed è di quell’estate che parleremo, per spiegare l’eccidio di Cielo Drive, perché è nel mezzo di quell’estate, spartiacque fra due mondi e modi di concepire la musica e la vita, che troviamo le futili ragioni dell’eccidio nel quale veniva barbaramente uccisa, all’ottavo mese di gravidanza l’amatissima reginetta d’America Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski.

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La storia dell’eccidio di 10050 di Cielo Drive si scaglia in quell’estate ed è la storia di un accadimento devastante, che la sconvolge: sconvolge l’allora Hollywood luccicante eclettica dei vips, ma anche degli americani, di tutti gli americani. Per mesi non si parla d’altro, non solo fino alla risoluzione del caso, ma per le modalità e per le ragione.

eccidio di cielo drive

Ma partiamo dall’inizio. Cominciamo parlando di chi l’eccidio di Cielo Drive lo ha commissionato e di chi lo ha materialmente commesso.

La Famiglia Manson, anche conosciuta come The Family fu una comune hippy criminale, fondata e guidata da Charles Manson. Sul sadico e psicopatico Charles Manson potremmo soffermarci molto, ma non lo faremo perché per dare spazio all’infanzia, all’adolescenza di Manson si aprirebbe un capitolo criminologico troppo esteso in questo contesto: ha senso soffermarsi sul perché fosse il mandante dell’eccidio.

Basterà evidenziare che Manson dopo essere stato condannato a scontare dieci anni di reclusione nel penitenziario di McNeil Island, dedicò gli anni in carcere a studiare in modo ossessivo massoneria, negromanzia, magia nera, esoterismo, chiromantica, motivazione subliminale, e ipnotismo.

Atra ossessione la musica: Manson imparò a suonare la chitarra, e compose canzoni che una volta scarcerato sarebbero state (per lui!!!) motivazioni sufficienti a renderlo un musicista.

Quindi trasferitosi a San Francisco raccolse attorno a sé un gruppo di giovani attratte dal suo carisma, fra cui Susan Atkins (una delle feroci esecutrici dell’eccidio di cui stiamo parlando) mettendosi dunque a vagabondare su un autobus scolastico dipinto di nero.

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Ed ecco la family. La famiglia Manson si era composta: un centinaio di adepti dediti ad una vita non convenzionale fatta di sesso e allucinogeni; ne facevano parte ragazze normalissime peraltro (per normalità si fa riferimento al ceto di provenienza) ma ovvio per la maggioranza si trattava di soggetti disagiati, in generali erano tutti fragili e manipolabili avevano sposato la causa Manson vedendo in lui un leader spirituale, addirittura una manifestazione di Cristo e Satana insieme.

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Ma torniamo alla musica e all’ossessione di Manson: egli voleva diventare un famoso! Famoso come le star dello show biz hollywoodiano e quel tentativo di sogno americano lo aveva tentato recandosi in uno studio discografico di Los Angeles, con il supporto economico di Dennis Wilson.

Un brano di Charles Manson, Cease to Exist, fu riarrangiato dai Beach Boys e inserito nell’album 20/20 con un nuovo titolo. Un altro nome che si aggiunge al quadro è quello di Terry Melcher, artista e produttore musicale che aveva inizialmente espresso interesse nei riguardi di alcune canzoni composte da Manson, salvo poi rifiutarsi di scritturarlo. Manson si era recato nella villa di Cielo Drive per incontrare di nuovo Melcher, ma era stato allontanato da un fotografo amico della Tate che gli aveva rivelato che la villa adesso era abitata da Roman Polanski e Sharon Tate.

Ed ecco la pianificazione.

Non si conoscono con esattezza i moventi ancor oggi che spinsero la banda ma appare evidente che l’ossessione di Manson per la fama non ottenuta e il rifiuto, e il plagio, lo abbiano reso impulsivo al punto di averlo reso il mandante criminale della strage: non essendo riuscito a diventare una rockstar come aveva sempre sognato avrebbe optato per la via più semplice per attrarre per sempre su di se la l’attenzione mediatica tanto desiderata.

Quindi veniamo alla tragica notte dell’eccidio di Cielo Drive. Tre membri della family, Tex Watson (23 anni), Susan Atkins (21 anni) e Patricia Krenwinkel (21 anni), armati con un revolver calibro 22 Hi-Standard Double Nine Longhorn “Buntline” Styled, di coltelli e con una corda di nylon lunga tre metri, entrano nella villa al 10050 Cielo Drive, dove sono presenti l’attrice Sharon Tate, da poco sposata con il regista Roman Polanski e incinta all’ottavo mese, e tre amici di lei, ospiti in quel momento.

Polanski non era presente, era a Londra perché stava lavorando a Il giorno del delfino.

Entrati nella villa si accanirono in modo indicibile sui presenti, un modo che è stato più volte specificato e romanzato dalle cronache, terminato con la fine devastante della Tate finita mentre supplicava di essere risparmiata per il bimbo che portava in grembo. Con uno straccio intriso del sangue dell’attrice, la Atkins, che l’aveva pugnalata ben sedici volte, scrisse sulla porta della casa “PIG” (maiale in lingua inglese) proprio come ordinato da Manson “lasciare un segno… qualcosa di stregato” sulla scena del crimine.

Solo nel 1970 cominciò il processo contro Manson che si dichiarò sempre non colpevole degli omicidi, a differenza della Atkins che invece rivelò che avesse in mente di uccidere anche Liz Taylor, Steve McQueen, Tom Jones, Richard Burton, e Frank Sinatra.

Il processo si chiuse con la condanna a morte di tutti i componenti della “Famiglia”, ma nel 1972 lo Stato della California abolì la pena di morte e Manson e i responsabili degli omicidi quindi furono trasferiti dal braccio della morte al carcere, con pena commutata in ergastolo.

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Concludiamo questa storia con una curiosità davvero singolare: il proprietario della casa, il produttore Rudi Altobelli tornò ad abitare nella casa dell’eccidio tre settimane più tardi quanto accaduto. Più avanti fece causa alla famiglia della Tate per 15.000 dollari di danni alla proprietà (costituiti dal sangue delle vittime) e “almeno 30.000 dollari in danni” perché Folger e Frykowski vivevano lì in violazione del contratto di locazione. La villa di Cielo Drive all’epoca valeva solo poco più di 45.000 dollari.  

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Irene Pagnini

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